di Valentina Zhou, Ylenia Leo e Giulia Cuder

“Ho preso un brutto voto a scuola. Cosa ne penseranno gli altri? La mia famiglia se la prenderà con me? Sarò mai in grado di recuperare? Ho deluso tutti, compreso me stesso…”

Non è raro che gli studenti si sentano influenzati negativamente da un brutto voto. Questo è stato anche dimostrato dal recente sondaggio intitolato “Come stai al Cop?” che si è svolto presso il nostro liceo: esso ha messo in risalto quanto lo stato d’animo di noi studenti venga spesso condizionato dal rendimento scolastico. Con questo articolo il nostro obiettivo è aiutare chi si trova in questa situazione, riportando consigli e opinioni forniti da diversi docenti della nostra scuola.

“Un voto non è mai un giudizio su una persona e tanto meno sulla sua preparazione in materia”, sostiene la professoressa Deganuto, insegnante di Scienze naturali, “perché il programma è vasto e la valutazione è solo come un intertempo in una maratona, che ti segnala se dovresti andare più veloce o se puoi mantenere il tuo ritmo. Imparare è la cosa più bella che si possa avere. E’ come scalare una montagna: quando arrivi in cima sei distrutto, ma guardando il paesaggio ti rendi conto che ne è valsa la pena.” 

Confermando quanto detto dalla sua collega, la prof.ssa Campanaro aggiunge che, davanti a un giudizio inatteso, più che “come recupererò?” ci si dovrebbe chiedere “cosa non ha funzionato?”. Sarebbe dunque bene confrontarsi individualmente con il docente interessato per capire l’errore in modo tale da non ripeterlo e da tenere sempre aperto il dialogo. Prosegue affermando che talvolta lo studente, a causa della paura di sbagliare e di venire giudicato dai compagni, evita di partecipare e di intervenire durante le lezioni. Questo influisce sulle sue prestazioni: pertanto è fondamentale che ci sia un buon clima in classe.

“Perseverare è la chiave per il successo scolastico. E’ importante avere obiettivi chiari e realistici e puntare sempre verso di essi, senza mai perdere la fiducia in sé, neanche quando si commette un errore. Nessuno è immune al fallimento: può capitare di cadere, ma ciò che conta è non abbattersi e tentare di risollevarsi. Mettersi in gioco dà la carica per riprendere con maggior vigore.” Questo è quello che pensa la professoressa di religione cattolica, Odilla Garlant, riguardo alla domanda che le abbiamo posto.

Anche la docente di lettere Monica Diplotti sembra essere d’accordo con gli altri insegnanti intervistati. Avendo anche lei frequentato un liceo noto per la sua difficoltà, riesce a comprendere come ci si possa sentire quando si parla di stress dal punto di vista scolastico, pertanto ci ha riferito che come collegio dei docenti si potrebbe provare a fare di più per non ignorare questo disagio, e come alunni sarebbe invece una buona idea rivolgersi a un professore per raccogliere suggerimenti e chiarimenti in merito.

L’ultima opinione che ci è giunta è stata quella della professoressa Tubaro. “Immaginatevi tra cinque anni: ciò che ricorderete delle vostre scuole superiori saranno sicuramente le amicizie e le esperienze. I voti rappresenteranno solamente una piccola parte del vostro percorso. E’ normale a volte individuare degli ostacoli, tuttavia è importante parlarne e cercare delle soluzioni. Quando ero giovane mi è stato detto che le valutazioni portano con sé un messaggio che ti comunica qualcosa riguardo al tuo apprendimento. E’ dunque questo il modo corretto di interpretare un cattivo giudizio: è una tappa per riflettere e capire come fare di meglio”.

Grazie alle parole di questi docenti, si può capire cosa si nasconde dietro a quella che apparentemente può sembrare solo una fonte di demotivazione, di disagio. Ci teniamo a ringraziare tutti gli insegnanti intervistati per aver contribuito alla stesura di questo articolo e per aver condiviso i loro preziosi suggerimenti riguardo a un problema che colpisce molti di noi.