di Clarissa Zuiani

Laura Bassi ha 22 anni, un diploma in ragioneria e una grande passione per l’arte. Crede che i sogni siano il motore della nostra vita e che vadano inseguiti a testa bassa, senza farsi spaventare dagli ostacoli che si trovano sul cammino; che si tratti di una maratona, di un ideale professionale o di un progetto artistico, nulla è più incentivante di un sogno.

È con questo spirito che, a pochi mesi di distanza dall’incidente stradale che le ha portato via due persone care e l’ha lasciata senza la gamba sinistra e parte del bacino, Laura ha ideato FormidAbili ONLUS. Questa associazione nasce da un gruppo di persone che la accompagna al traguardo della UNESCO Cities Marathon sulla sua gamba, e da quel momento cresce costantemente nel promuovere lo sport integrato e la comprensione delle diverse abilità, facendo della fatica fatta spalla contro spalla, fra atleti con e senza disabilità la bandiera di una campagna contro le più comuni barriere mentali. Ad oggi questo gruppo giovane e dinamico non solo partecipa a diverse competizioni internazionali e raccoglie fondi per le protesi più costose, ma attraverso Laura ed alcuni atleti si presenta alla popolazione per sottolineare l’importanza di alcuni argomenti e contribuire a semplificare il rapporto con la diversità.

Durante una di queste presentazioni, tenutasi lo scorso 11 febbraio all’Istituto Bearzi grazie alla sinergia tra ACU e Rotary Club che hanno dato vita al progetto “Quattro ruote per la sicurezza”, la giovane ha parlato anche ad alcuni studenti del Copernico, partendo semplicemente della sua esperienza di vita per toccare poi i temi  della sicurezza alla guida, della responsabilità, del dono di sangue, organi e midollo, della tenacia, della vita, ma soprattutto del valore delle persone che la riempiono.

Laura infatti racconta apertamente come alcune figure siano state fondamentali nel percorso di recupero che da oltre due anni sta seguendo, e come da loro sia rinata in lei la voglia di realizzare i suoi sogni. Fra le foto che proietta ci sono i ricordi delle persone che ha perso, ma anche quelle che ha trovato negli ultimi anni (dalle infermiere che l’hanno seguita alla nipotina che è nata durante la sua degenza), così come compaiono la forzata rinuncia al suo sogno di entrare nell’Arma dei Carabinieri e la gioia della sua visita al reparto dei G.I.S. con la conquista di un titolo ad honorem. Il messaggio che lancia è quindi chiaro, lo dice lei stessa: una situazione di difficoltà si può trasformare sempre in un’opportunità, per quanto complicato possa sembrare.

Fra momenti di commozione, sgomento e tenerezza, ciascuno degli spettatori ha fatto sua qualche informazione e speranza in più e si è messo in discussione nei suoi comportamenti rispetto alla guida e rispetto alla disabilità: rimane la speranza che questo ci indirizzi ad essere una generazione di persone più consapevoli del valore della vita, capace di donarsi agli altri e di essere d’esempio, un po’ come gli sportivi FormidAbili.