di Silva Almacolle

I Collegi del Mondo Unito vengono celebrati soprattutto per la possibilità che offrono agli studenti di entrare in contatto con persone da diverse parti del mondo e di avere l’opportunità di essere stimolati nel generare nuove idee e nel collaborare assieme. La struttura dei collegi diventa poi fondamentale in quanto permette a tutte queste idee di prendere materialmente forma.

È così che due anni fa Lucas Sato, un ragazzo brasiliano che aveva sperimentato a casa propria la necessità di un’educazione basata sull’apprendimento della lingua inglese, condividendo la propria esperienza e ritrovando una simile necessità nell’ambiente attorno al Collegio, confrontandosi con altri studenti è riuscito a dare vita ad un nuovo progetto: Letters for learning.

In Brasile Lucas si era dedicato al volontariato nelle comunità più povere, dove l’educazione è quasi inaccessibile, per insegnare la lingua inglese a bambini e ragazzi. Avendo sperimentato la forte necessità di questo insegnamento in situazioni in cui non è previsto, e avendo notato come anche nelle zone più povere o rurali dell’India esso sia assente, ha iniziato a pensare ad un modo per riuscire ad introdurre i ragazzi locali all’insegnamento dell’inglese. Dopo aver dettagliatamente strutturato tutto il progetto ed essersi messo in contatto con le autorità locali, è stato aiutato dal Collegio nell’ effettivo avvio con un piccolo fondo dedicato.

Quello che Lucas ha pensato è un modo non solo per insegnare l’inglese ai bambini, ma per riuscire anche a farli uscire dall’isolamento che una mancanza di una solida educazione impone nei confronti del resto del mondo. Per questo motivo è arrivato alla conclusione che mettere i bambini in contatto con nuove comunità di giovani studenti attraverso lo scambio di lettere sia il modo migliore per riuscire a conciliare i due fattori.

Lo scambio è iniziato con la comunità brasiliana nella quale Lucas aveva già lavorato come volontario: ecco come le esperienze personali dei singoli ragazzi diventano fondamentali per la creazione di nuove idee! E in un ambiente vivace come quello dei Collegi le esperienze dei singoli studenti riescono davvero a dare vita a progetti straordinari.

È difficile rendere l’idea, ma nelle comunità più povere, come quelle vicine al Collegio con le quali ho avuto modo di venire a contatto, la coscienza e la conoscenza del resto del mondo è praticamente nulla, proprio per la mancanza di un’educazione solida e ampia, in cui il curriculum non preveda solo lo studio delle materie base per la conoscenza della propria cultura.

Questa è stata la cosa che mi ha sconvolta di più nel mio primo incontro con i ragazzi delle scuole: ho avuto l’impressione che essi fossero completamente isolati dal mondo, soprattutto perché il contesto da cui noi proveniamo è quello del continuo stimolo della tecnologia che ci fornisce informazioni in tempo reale sugli avvenimenti che accadono in ogni parte del mondo.

Lo shock di questa esperienza mi ha spinto all’inizio dell’anno a partecipare attivamente al progetto che Lucas ha avviato e che ora è portato avanti da nuovi studenti. Nei Collegi infatti il tramandare è un’esperienza fondamentale: attraverso l’incontro tra studenti del primo e del secondo anno vengono trasmessi non solo i consigli più utili per sopravvivere alla vita accademica e per vivere al meglio l’esperienza in Collegio (come d’altronde avviene in tutte le scuole di tutto il mondo), ma anche e in particolare l’entusiasmo, l’attitudine degli studenti e l’importanza che essi hanno dato alle loro diverse esperienze. In questo modo quindi Lucas ha avuto la possibilità non solo di creare un validissimo progetto, ma anche di riuscire a coinvolgere nuovi studenti per farlo diventare a lungo termine e duraturo, trasmettendo l’idea originaria e quindi l’importanza di andare incontro a quella che Lucas ha visto come un’importante necessità, con l’entusiasmo e la dedizione, necessari per un volontario, a continuare il proprio lavoro.

Quando ho iniziato l’esperienza, mi sono quindi ritrovata depositaria di tutti questi strumenti, che in due anni sono passati di mano in mano da studente a studente.

Lavorare con i bambini nelle scuole è sicuramente un’esperienza molto preziosa per le emozioni che vengono dall’insegnare e dal permettere loro di venire a contatto con nuove realtà. I risultati che riusciamo ad osservare nel costante miglioramento nella padronanza della lingua inglese da parte dei ragazzi e dal loro diventare sempre più coscienti della grandezza del mondo che li circonda al di fuori della loro casa, hanno un forte impatto.

Riconoscendo l’importanza dello scambio di lettere con comunità sempre più diverse, appena ho iniziato a seguire il progetto, ho pensato sia a come la mia esperienza potesse contribuire in questo sia che sarebbe una vera fortuna mettere in contatto i bambini dei villaggi circostanti il Collegio con la mia vecchia scuola: lo scambio di lettere potrebbe avere un grande impatto sui bambini per i fattori espressi sopra e sugli studenti del Copernico per la possibilità di venire a contatto con una nuova realtà e di avere una più completa comprensione del mondo.

Reputo infatti fondamentale avere una conoscenza sempre più vasta della realtà che ci circonda per riuscire a capire il mondo e per comprendere anche come comunità così lontane possano avere un grande effetto su di noi così come noi su di loro. E riuscire ad avere questa consapevolezza è fondamentale per capire anche noi stessi, come individui che sono parte di una società ormai globale e che quindi si connette in maniere magari inaspettate.