di Irene Ippoliti e  Classe 5CLSA

Udine, 11 febbraio 2025

L’11 febbraio, gli studenti e studentesse delle classi 5D e 5CLSA del Liceo Scientifico ‘Niccolò Copernico’ hanno avuto l’opportunità di partecipare ad un incontro con la professoressa Antonella Riem, docente di Letteratura Inglese presso il Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società dell’Università di Udine e autrice del libro L’immaginazione poetica e l’induismo che gli studenti hanno avuto modo di leggere prima del colloquio. L’incontro ha permesso di esplorare il profondo legame tra la letteratura del Romanticismo inglese e la cultura orientale, un argomento che ha suscitato grande interesse e curiosità nei partecipanti.

Il discorso è iniziato con una panoramica sul valore della meditazione, introdotta dalla professoressa come “uno strumento cruciale per approfondire la comprensione dell’essenza umana e dell’universo”. Per Riem la meditazione può essere considerata come ponte culturale e metodo per collegare profondamente l’individuo con la vibrante energia sottile che attraversa tutte le forme di espressione artistica e culturale. 

Durante l’incontro le studentesse e gli studenti hanno avuto modo di porre delle domande alla professoressa. Uno studente, ad esempio, ha chiesto: “Fino a che punto, nella storia, l’induismo ha influito sulla letteratura inglese?”. In risposta, la professoressa Riem ha illustrato come il Romanticismo inglese sia stato profondamente influenzato dalle filosofie orientali, in particolare con poeti come Samuel Taylor Coleridge, nelle cui opere è ravvisabile la suggestione della cultura induista. La professoressa ha inoltre menzionato il fatto che, curiosamente, l’interesse iniziale di Coleridge per le culture orientali è stato stimolato dalle lettere di due suoi fratelli, soldati in India.

L’induismo ha ispirato molto la letteratura inglese ma, come sottolinea la professoressa, risulta difficile determinare fino a che punto e quanto questa ne sia stata influenzata. Antonella Riem evidenzia come tra le rispettive culture ci sia stata una vera e propria “interfecondazione tra le due visioni” che ha portato ad un’evoluzione da ambo i lati.

Un altro studente ha chiesto: “La letteratura indiana fu compresa appieno dagli occidentali prima di essere reinterpreta secondo i loro ideali?” 

Antonella Riem ha sottolineato l’importanza di considerare il contesto storico in cui ci si trovava, ovvero un periodo di colonizzazione, nel quale a prevalere era l’idea di supremazia della cultura occidentale, che, insieme ad altri fattori, costituisce un limite per la piena comprensione della diversità culturale. Infatti il Romanticismo inglese, con il suo interesse per l’Oriente e per culture lontane, si intreccia con la questione coloniale, che ha visto l’India come uno dei principali teatri dell’imperialismo britannico. Kipling, autore emblematico di questo periodo, rappresenta nelle sue opere le tensioni tra dominazione e resistenza culturale, un tema che, secondo Riem, riflette la necessità di un dialogo interculturale e della riscoperta di tradizioni spesso sottomesse alla logica coloniale.

Esulando dall’ambito strettamente umanistico, la docente ha anche risposto a domande legate alla fisica, connesse al concetto di Imagination, definita come definita come « facoltà poetica “co-adunating” di Coleridge, […] in grado di vedere le relazioni e le connessioni, ciò che la fisica quantistica definisce “interconnectedness”». Tutto ciò nelle opere del poeta risulta strettamente collegato al concetto di non-dualità, ovvero all’idea dell’unità di tutte le cose al di là delle distinzioni apparenti. Secondo questa visione, la realtà non è divisa in opposti contrastanti, ma è un tutto armonico in cui ogni elemento si intreccia con l’altro.  

L’incontro si è concluso con una riflessione sulla necessità di un dialogo continuo tra culture diverse e sull’importanza di studiare ed imparare diventando “studianti” e non limitandosi ad essere solo studenti. Utile a tal fine è il dialogo dialogale proposto dal filosofo e teologo Raimon Panikkar, a cui la docente ha fatto più volte riferimento. Secondo Panikkar, è necessario avviare un dialogo dove vi sia autentico ascolto, e andare incontro a chi percepiamo come diverso da noi non solo con rispetto, ma anche con la certezza che la nostra apertura sarà foriera di reciproco arricchimento.

Noi tutti siamo usciti dall’aula arricchiti e stimolati, l’incontro è stata una opportunità per vedere e approfondire nuovi aspetti della letteratura inglese.