di Benedetta Strizzolo
“Il mondo non è un ufficio esaudimento desideri”: un’affermazione triste ma vera, che assume più significato se detta da due malati di cancro a cui la vita non ha riservato un’esistenza proprio facile.
Il romanzo “Colpa delle stelle” tratta infatti la malattia da un altro punto di vista, esprime il pensiero di questi due ragazzi, Hazel e Augustus, non filtrandolo in base alle solite convenzioni: essi sono liberi di parlare e di manifestare le loro frustrazioni sui tragici eventi che hanno segnato irrimediabilmente le loro vite, che li hanno esclusi in qualche modo dalla società e resi più adulti dei loro coetanei. Sono cresciuti in un mondo parallelo, fatto di corse agli ospedali, di farmaci e dottori che è impossibile immaginare, ma che viene messo in risalto dalla delusione circa l’esistenza sacrificata a cui sono sottoposti.
La morte viene affrontata dai protagonisti come la fine di un lungo calvario, viene accettata anche se la fame di vita è tanta e il tempo trascorso assieme resta impresso nelle loro menti.
Il rapporto tra Hazel e Augustus è fortificato anche dal libro “Un’imperiale afflizione” citato nelle prime pagine del romanzo; grazie a questo i due protagonisti si confrontano e condividono momenti inequiparabili, magici.
Sarebbe assurdo dire che leggendo questo romanzo non si provano emozioni…impossibile! Anche un cuore di pietra sarebbe scalfito dalle metafore, dalle frasi speciali e rare.
Già sulla copertina la chiave di partenza, il giudizio più corretto su questo romanzo, semplicemente la verità: “Vi spezzerà il cuore, gonfiandolo di emozioni fino a farlo scoppiare” .
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