di Marco Tremamunno

In questa seconda parte dell’articolo ci immergeremo nelle vite di altri artisti che quest’anno hanno partecipato al Festival di Sanremo.

BRUNORI SAS

Brunori Sas, pseudonimo di Dario Brunori (il suo nome d’arte è un omaggio all’impresa edile dei suoi genitori), nasce a Cosenza il 28 settembre 1977 e trascorre l’infanzia prima a Santa Caterina Albanese e poi a Guardia Piemontese, località sempre nel cosentino. Frequenta l’Università degli Studi di Siena, dove consegue la Laurea in Economia e Commercio. Esordisce a livello discografico nel 2003 con il collettivo virtuale italo-svizzero Minuta, con cui firma tre brani in altrettante compilation tematiche.
Tra il 2009 e oggi pubblica 6 album in studio (Vol. 1, Vol. 2 – Poveri Cristi, Vol. 3 – Il cammino di Santiago in Taxi, A casa tutto bene, Cip! e L’albero delle noci) e 11 singoli. È stato il compositore delle colonne sonore dei film È nata una star e L’ospite e di due film del famoso trio comico “Aldo, Giovanni e Giacomo”: Odio l’estate e Il grande giorno. Quest’anno è arrivato sul gradino più basso del podio con la canzone dedicata a sua figlia, L’albero delle noci.

WILLIE PEYOTE

Nato da padre torinese e madre biellese, entrambi musicisti; il suo nome d’arte unisce il personaggio Wile E. Coyote, celebre personaggio dei Looney Tunes, con il peyote, cactus dagli effetti allucinogeni proveniente dall’America del Nord; Willie è inoltre un riferimento al suo nome di battesimo, il suo nome è appunto Guglielmo Bruno. Ha conseguito la laurea in Scienze politiche e si è avvicinato al mondo della musica grazie al padre, seguendolo anche in tournée. Dopo aver sperimentato vari generi musicali, tra cui il rock e il punk, nel 2004 è entrato nel mondo dell’hip hop e fonda gli S.O.S. Clique insieme a Kavah e Shula, pubblicando diversi demo e l’EP L’erbavoglio, uscito nel 2008. Tra il 2011 e il 2012 ha pubblicato in streaming attraverso SoundCloud una trilogia di EP intitolata Manuale del giovane nichilista, che già dal titolo suggerisce la sua visione del mondo e il suo modo di comunicarlo ai suoi ascoltatori, condensato in un provocatorio mix di cinismo, autoironia e denuncia sociale. Il 10 dicembre 2013 è stato distribuito per il download gratuito il primo album in studio Non è il mio genere, il genere umano. Nello stesso anno ha collaborato con i Funk Shui Project, apparendo nel loro album di debutto uscito nel corso del 2014. Nel 2015 è uscito il secondo album Educazione sabauda, accolto positivamente dalla critica. Il disco è il frutto di un anno e mezzo di lavoro, nonché quello in cui l’artista racconta senza filtri un periodo molto intenso della sua vita. Particolare attenzione ha suscitato il singolo Io non sono razzista ma…, contenuto nell’album, che a seguito dell’esibizione del 23 aprile 2017 nel programma televisivo Che tempo che fa ha anche provocato una critica da parte del giornalista Maurizio Belpietro, che sul suo quotidiano La Verità ha biasimato l’artista per aver accusato l’Italia intera di xenofobia. Il 6 ottobre 2017 è uscito il terzo album Sindrome di Tôret. Il 25 ottobre 2019 ha pubblicato il suo quarto album “Iodegradabile”. Nel 2021 ha preso parte al 71º Festival di Sanremo con il brano Mai dire mai (la locura), classificandosi sesto e vincendo il Premio della Critica “Mia Martini”. Il 6 maggio 2022 ha pubblicato il suo quinto album, Pornostalgia. Nel febbraio 2025 ha partecipato per la seconda volta in gara al 75º Festival di Sanremo con il brano Grazie ma no grazie, classificandosi al sedicesimo posto al termine della manifestazione. 

SIMONE CRISTICCHI


L’ultimo cantante di cui parleremo oggi è Simone Cristicchi. È nato a Roma il 5 febbraio 1977. Si iscrive al corso di laurea in Storia dell’arte all’Università degli Studi di Roma Tre, ma non consegue la laurea. Nel 2002 pubblica per la Carosello Records il secondo singolo Maria che cammina sull’autostrada e partecipa al programma Destinazione Sanremo con il brano Leggere attentamente le istruzioni, che però viene eliminato, impedendogli di venire ammesso al Festival di Sanremo 2003. Alla fine del 2003 presenta alla giuria del Festival il brano Studentessa universitaria, che viene bocciato da Tony Renis, direttore  artistico di quella edizione. La svolta arriva nel 2005, grazie a quello che lo stesso Cristicchi definisce “tormentone involontario”, Vorrei cantare come Biagio, brano ironico nel quale il cantautore, affermando di voler assomigliare in tutto e per tutto all’allora più noto collega Biagio Antonacci, tenta, in realtà, di denunciare l’enorme difficoltà, per un giovane artista, di raggiungere il successo preservando la propria individualità. Parteciperà inoltre come chitarrista per il disco d’esordio di Giuseppe Povia, Evviva i pazzi… che hanno capito cos’è l’amore. Nel marzo 2007 vince il 57º Festival di Sanremo, nella categoria Campioni, con la canzone Ti regalerò una rosa. Cristicchi ha affermato di aver trovato l’ispirazione per scrivere il brano nella cittadina di Girifalco, in Calabria, dove sorge un imponente manicomio. Ha partecipato a Sanremo anche nel 2013 e nel 2019. Nell’ottobre dello stesso anno porta in scena al Politeama Rossetti di Trieste il musical Magazzino 18, scritto in collaborazione con il giornalista Jas Bernas e diretto da Antonio Calenda, sul dramma delle foibe e sull’esodo giuliano-dalmata. Una delle repliche, a Scandicci, è stata oggetto di contestazione da parte dell’estrema sinistra. Il musical viene mandato in onda su Rai 1 il 10 febbraio 2014 in occasione del Giorno del ricordo. In relazione a questo spettacolo gli sarà conferita la cittadinanza onoraria di Trieste il 19 febbraio 2016. Nel 2020 Amadeus, conduttore del Festival dal 2020 al 2024, rifiutò la canzone di Cristicchi Quando sarai piccola. Quest’anno ha partecipato al Festival con questo brano che non parla solo di tempo che passa, ma di amore che si trasforma in cura, di genitori che diventano figli e figli che diventano genitori. Cristicchi l’ha scritta pensando a sua madre Luciana, colpita nel 2012 da un’emorragia cerebrale devastante. In risposta al rifiuto di Amadeus, in un’intervista del Corriere della Sera, Cristicchi lo ha ringraziato con sarcasmo, dicendo che  ad un Festival condotto da Amadeus si sarebbe trovato a disagio.

Qui si conclude il nostro breve ma intenso viaggio tra i cantanti che, secondo me, sono stati i migliori sul palco dell’Ariston. Le loro canzoni non sono belle solo dal punto di vista musicale ma anche per quanto riguarda il significato profondo che vogliono trasmettere. Volevano colpire e l’hanno fatto, come si può vedere dalle posizioni che hanno raggiunto nella classifica finale:

1 – Olly – “Balorda nostalgia”
2 – Lucio Corsi – “Volevo essere un duro”
3 – Brunori Sas – “L’albero delle noci”
4 – Fedez – “Battito”
5 – Simone Cristicchi – “Quando sarai piccola”
6 – Giorgia – “La cura per me”
7 – Achille Lauro – “Incoscienti giovani”
8 – Francesco Gabbani – “Viva la vita”
9 – Irama – “Lentamente”
10 – Coma_Cose – “Cuoricini”
11 – Bresh – “La tana del granchio”
12 – Elodie – “Dimenticarsi alle 7”
13 – Noemi – “Se t’innamori muori”
14 – The Kolors – “Tu con chi fai l’amore”
15 – Rocco Hunt – “Mille vote ancora”
16 – Willie Peyote – “Grazie ma no grazie”
17 – Sarah Toscano – “Amarcord”
18 – Shablo feat. Guè, Joshua & Tormento – “La mia parola”
19 – Rose Villain – “Fuorilegge”
20 – Joan Thiele – “Eco”
21 – Francesca Michielin – “Fango in Paradiso”
22 – Modà – “Non ti dimentico”
23 – Massimo Ranieri – “Tra le mani un cuore”
24 – Serena Brancale – “Anema e core”
25 – Tony Effe – “Damme ‘na mano”
26 – Gaia – “Chiamo io chiami tu”
27 – Clara – “Febbre”
28 – Rkomi – “Il ritmo delle cose”
29 – Marcella Bella – “Pelle diamante”