di Anna Carraro

Oh Luna,
mia piccola dolce Luna,
martellata da innumerevoli meteoriti,
mi auguro tu stia bene.
Da sempre vaghi intorno al mio corpo
conosci ogni monte e ogni mare
che formano le mie membra.
Non sei stufa di guardarmi?
Quando ti renderai conto che non ci sono
solo io nell’universo?

Oh Luna,
mia piccola innocua Luna,
vieni qui da me.
Tu non hai mai visto cosa succede sul mio corpo
le guerre tra uomini e tra animali.
Tu li hai a malapena visti l’altro giorno!
Forse per questo non te ne sei ancora mai andata,
non hai ancora mai notato
lo scompiglio che c’è in me.

Oh Luna,
mia piccola fragile Luna,
quanto vorrei proteggerti
quanto vorrei donarti un po’ di forza.
Ma ora sono così fragile.
Ti prego, continua a starmi accanto,
e io non perderò la speranza.
Riuscirò a resistere anche questa volta.

Oh Luna,
mia piccola sorda Luna,
non so più come spiegartelo, ti prego:
ogni piccola parte di me
è incantata dal tuo sguardo.
E sai chi si è reso conto per primo
del tuo splendore?
Il Mare.
Era talmente attratto da te
che ti seguiva di giorno in giorno
e cercava di comunicarmi con strani gesti
la tua essenza.
Se solo avessi ascoltato prima il mare,
magari ora sarebbe tutto diverso.