di Giulia Zanin
Anche se non è propriamente sano non è detto che non sia buono!L’America è la patria dei junk-food e dei fast-food, della Coca-Cola che costa meno dell’acqua e della dilagante epidemia di obesità. Appena si pensa all’America vengono in mente gli hamburger e il McDonald e il prototipo dell’americano obeso, disteso sul divano mentre mangia patatine.
Ovviamente, come tutti sanno, il tema dell’alimentazione è molto sentito negli Stati Uniti. La popolazione americana e soprattutto i bambini e gli adolescenti sono sempre più spesso in sovrappeso a causa delle cattive abitudini alimentari. Nonostante le recenti campagne di Michelle Obama e di numerosi medici, i dati relativi a questa malattia mostrano un incremento. Asheley Cockrell Skinner, professore di pediatria alla North Carolina University, ha analizzato i dati riguardanti 26.690 bambini dai 2 ai 19 anni, e ha notato che nel 2012 gli obesi erano il 17,3%, una percentuale praticamente invariata rispetto al 1999. Mentre i casi di obesità estrema o patologica nello stesso periodo sono cresciuti dallo 0,9% al 2,1%. Cattive abitudini alimentari, cibo spazzatura e vita sedentaria sono le cause principali di questa patologia che può condurre al diabete e/o a malattie cardiache.Siccome mi trovo negli Stati Uniti da quasi sei mesi (e sei, se non di più, sono anche i chili di cui sono ingrassata), mi posso definire ormai un’esperta del cibo americano. Mangiare bene quotidianamente è possibile, ma può diventare molto costoso: hamburger, patatine e Coca Cola costano 3 dollari, un’insalata ne costa 7. Negli USA si somministrano alle mucche (e in generale agli animali allevati in modo intensivo) ormoni della crescita, per avere una produttività maggiore. In Europa non è possibile usare questi ormoni: vige il divieto in tutta l’UE di usare anabolizzanti e cortisonici negli allevamenti. Qui in America, si mangia molta più carne che in Europa, infatti ogni cittadino USA mangia in media 120 chili di carne all’anno, quasi il triplo della media mondiale e quasi il quadruplo dei paesi in via di sviluppo, fermi a 32 chili. Una tradizione della mia famiglia ospitante, ma anche quella di tutte le famiglie americane, soprattutto al sud, è incontrarsi con amici e parenti durante il weekend e fare il barbecue in giardino. Quando si pensa al cibo “Made in USA”, viene subito da pensare al Junk Food. Ma quali sono i piatti che, seppur ben lontani da un pasto sano, devi assolutamente assaggiare almeno una volta nella vita? Ecco la mia lista!
Pumpkin Pie è la torta di zucca tipica del Thanksgiving, il Ringraziamento. Si tratta di una torta con una base simile alla pasta frolla, poi farcita con un impasto fatto con zucca, zenzero, noce moscata e cannella.
Brownies: che c’è da dire? Se siete amanti del cioccolato, questo dolcetto fa decisamente per voi. È un incrocio tra una torta e un biscotto morbido, che può essere farcito anche con noci o altra frutta secca.
Mac and Cheese: chi di voi non ha mai sentito parlarne? Basta guardare un film americano per sentirlo nominare. Si tratta di pasta corta, condita con una salsa preparata con formaggi di vario tipo; un piatto apprezzato soprattutto dai bambini americani e non solo.
Thanksgiving Turkey: in Italia, per le feste, non può mancare l’arrosto e lo stesso vale per gli USA che, per celebrare il Thanksgiving, non rinunciano al tacchino ripieno, servito con purè (mashed potatoes), cranberry sauce e verdure miste.
Corn Dogs: piatto tipico dei parchi di divertimento e simili. Un po’ come le frittelle da noi, questi würstel sono prima di tutto infilzati in uno stecchino, per renderli “street food” e poi ricoperti di una pastella fatta con farina di mais per essere fritti.
Buffalo Wings: piatto rigorosamente da mangiare con le mani, le buffalo wings (che altro non sono che le ali di pollo) sono un must da gustare durante le partite di football e non solo.
Barbecue Ribs: impossibile non parlare di BBQ, se parliamo di Stati Uniti d’America. Uno dei classici, sono le costolette con la salsa barbecue, accompagnate la maggior parte delle volte da patate fritte o al forno.
Le porzioni sono davvero più grandi di quelle che troviamo in Italia, e non si tratta di un fenomeno limitato ai fast-food. Basta fare un giro nei supermercati per rendersene conto: anche il vasetto di yogurt o la bottiglietta di bibita hanno porzioni maggiori delle nostre. La colazione è per tradizione abbondante. Si va dal dolce al salato, passando per succhi di frutta, muffin, cereali con latte, ciambelle, pancakes e waffle con sciroppo d’acero, caffè tipicamente americano, a uova e bacon, accompagnate magari da piccoli wurstel o salsicce. Nel weekend è comune fare il brunch, unione di colazione e pranzo. Durante la settimana, il pranzo lo faccio a scuola, dove è possibile comprare un pasto nella mensa oppure portarsi qualcosa da casa; solitamente cerco di portarmi una mela o una banana, data la quantità di zuccheri e grassi che si trovano nel cibo della mensa.La cena è il pasto in occasione del quale la famiglia si riunisce, e la maggior parte delle volte andiamo a mangiare fuori, o prendiamo qualcosa al ristorante per poi mangiare a casa. L’orario della cena è anticipato rispetto al nostro, solitamente intorno alle 18. Non esiste una cultura del pane, che da quando sono qua non ho mai visto in tavola, e non usano l’olio per condire i pasti, che viene invece sostituito da salse di vario tipo. Non esistono né il prosciutto cotto né quello crudo e neanche il salame, se non quello che viene spacciato per italiano, ma che non è altro che il salamino che si usa sulla pizza. A proposito di pizza, ne ho mangiata alcuna disgustosa, ma altra veramente buona. I ristoranti italiani non mancano e sono molto apprezzati dagli americani, anche se di italiano hanno poco e niente. È comune trovare la pasta con le polpette o con il pollo, la pizza con l’ananas, la chicken parmigiana, l’idea di friggere il pollo al posto delle melanzane per fare la parmigiana. E poi non possono mancare i Fettuccini Alfredo, che vengono spacciati per il piatto italiano per eccellenza. Non ne avete mai sentito parlare? Ovvio, perché in Italia non esistono! Si tratta di pasta con pollo, burro e pepe. Oltre ai ristoranti italiani, si trovano ristoranti di ogni cultura: cinese, thailandese, giapponese, messicano, che è uno dei cibi più diffusi qua in Texas, a causa della vicinanza tra i due stati. Le bevande negli Stati Uniti non sono, tutto sommato, diverse da quelle europee. Cambia però la vastità di scelta, il modo in cui vengono consumate, preparate e vendute. Non è difficile trovare americani che camminano o che guidano con in mano una bottiglia contenente una sostanza liquida dal colore improbabile (ad esempio blu o rossa o ancora viola). Si tratta di bevande analcoliche di chiara origine chimica e molto zuccherate che vengono consumate in gran quantità un po’ ovunque. E’ molto più difficile trovare della semplice acqua, che come ho già detto costa di più di qualsiasi altra bevanda. La stessa acqua che al ristorante viene servita dal rubinetto. La maggior parte delle bevande vengono poi servite gelate con moltissimo ghiaccio. Altra usanza che in Europa non esiste, sta nel fatto che tutti i locali offrono gratuitamente il “Free Refill”: se ordinate da mangiare e una bibita, avete diritto ad avere gratuitamente il bicchiere sempre pieno, e non pagare per ogni bevanda. Discorso a parte merita invece il caffè che difficilmente troverete caldo o espresso tipicamente italiano: qui si trova molto lungo, spesso aromatizzato e servito freddo o con il ghiaccio. Tutto sommato però, a me il cibo americano piace, anche se non propriamente sano, non si può dire che non sia buono!
Giulia Zanin è una studentessa del Copernico che sta svolgendo un’anno all’estero in Texas
Cura la rubrica Texas Chiama Italia
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