di Luca Usoni

Ormai erano passate quasi due settimane dal mio arrivo in Florida per il viaggio studio con il Doppio Diploma, quando i nostri accompagnatori ci hanno dato una pessima notizia: Miami sarebbe stata colpita da un uragano. Per essere più precisi, si trattava dell’uragano Irma che adesso conosciamo come il più potente uragano Atlantico che ha colpito gli U.S.A. dopo Katrina, nel 2005.

A questa pessima notizia varie sono state le reazioni nel gruppo di noi studenti: c’era chi stava visibilmente andando in panico, chi se ne stava in silenzio ad ascoltare ogni singolo dettaglio che ci riferivano gli accompagnatori e poi c’era chi era addirittura felice al pensiero di poter stare qualche giorno in più negli Stati Uniti.

Nei giorni seguenti, dopo aver constatato che non c’erano possibilità di lasciare Miami, ci siamo dunque preparati al peggio seguendo le indicazioni delle autorità locali: siamo andati a comprare cibo e acqua in un supermercato vicino al nostro albergo, abbiamo preparato i bagagli per un’eventuale evacuazione, abbiamo acquistato power bank e torce per un quasi certo black out e abbiamo riempito la vasca da bagno delle nostre camere con dell’acqua per usarla in caso della probabile mancanza d’acqua dopo l’uragano. Infine il giorno fatidico è arrivato e la sera abbiamo ricevuto un messaggio dagli accompagnatori che ci invitavano a scendere nella hall il più velocemente possibile perché i venti si stavano facendo sempre più forti e la corrente rischiava di saltare da un momento all’altro. Così, arrivati giù, dopo aver fatto un veloce appello per verificare la presenza di tutti, ci siamo accampati nella stanza protetta e senza finestre in cui avremmo passato la notte. La maggior parte delle persone era abbastanza tranquilla perché l’hotel in cui stavamo era molto sicuro, ma comunque è stata una lunga notte. La mattina ci siamo svegliati e abbiamo potuto constatare i danni: non c’erano né corrente né acqua né collegamenti telefonici . La corrente è ritornata dopo ventiquattro ore, mentre l’acqua solo qualche giorno dopo.

Alla fine l’uragano si è dimostrato meno temibile rispetto a quello che pensavamo, anche perché aveva cambiato direzione e Miami non è stata perciò colpita dall’occhio del ciclone. Per molti, compreso me, ci sono stati ansia e paura prima dell’arrivo dell’uragano, ma mentre questo stava colpendo Miami siamo stati tranquilli. In compenso, tutta l’ansia che non avevamo noi studenti si è trasferita sui nostri parenti in Italia, che non potevano avere nostre notizie: insomma, un’avventura da ricordare per tutti!