di Tommaso Scarabelli

Nell’ambito delle attività di alternanza scuola-lavoro, gli studenti della 4^E Michele Lizzit ed Emanuele Ceschiutti lo scorso anno sono stati selezionati per uno stage presso il CERN di Ginevra riservato a studenti con un profilo di eccellenza scolastica.

Abbiamo posto a Michele alcune domande per conoscere la sua esperienza all’interno del prestigioso centro di ricerca.

Perché hai scelto proprio questo progetto di alternanza?

È sicuramente il progetto più interessante per chi ama la fisica e l’informatica, non ho avuto dubbi a proporre la mia candidatura per un’esperienza così entusiasmante e unica nel suo genere.

In cosa consiste questa attività, in poche parole?

Dipende tutto dal tutor a cui si viene assegnati, nel mio caso ho partecipato alle attività del computing center del CERN. Ho imparato moltissimo su come vengono trattati i dati raccolti dagli esperimenti e ho sviluppato un piccolo software per analizzare dei dati riguardanti l’utilizzo di un gruppo di macchine destinate a eseguire una prima ricostruzione degli eventi a partire dai dati di un esperimento di LHC. Oltre al lavoro nel gruppo ho assistito ad alcuni meeting e, grazie al mio tutor, ho potuto visitare alcune parti del CERN.

Hai lavorato in gruppo?

Ho “solo” assistito a dei meeting al computing center.

Il CERN accoglie gente proveniente da tutto il mondo, hai avuto modo di confrontarti con studenti provenienti da altre scuole italiane o straniere?

Mentre eravamo lì sono arrivati alcuni studenti del Lazio per visitare il CERN, ci siamo aggregati alla visita guidata.

È veramente come è descritto in “Angeli e demoni”?

Premetto che non ho letto il libro né visto il film, comunque si favoleggia molto sull’antimateria e sulla possibilità dei suoi effetti catastrofici. In realtà uno dei più recenti successi del CERN è stato produrre e intrappolare poche centinaia di atomi di anti-idrogeno per 17 minuti. Per ottenere un grammo di antimateria sono necessari circa 6*10^23 atomi: produrre una tale quantità di anti-idrogeno con le strutture attualmente presenti al CERN (ammesso di riuscire a intrappolare definitivamente l’antimateria prodotta) richiederebbe qualche miliardo di anni.

Anche a voler essere molto ottimisti è difficile pensare di riuscire a produrre e intrappolare la quantità di anti-idrogeno richiesta per una piccola bomba in un prossimo futuro;  oltretutto si otterrebbe un effetto comparabile a quello di una piccola arma nucleare convenzionale (che è molto più facile da costruire e trasportare).

Tutto ciò è stato utile per il tuo programma scolastico o per altre attività extra scolastiche?

Che se non strettamente connesso con quello che si studia a scuola.

Immagino tu abbia parlato anche in inglese al CERN. Hai incontrato alcune difficoltà?

Per nulla, le uniche difficoltà con la lingua le ho incontrate al self-service, dove gli inservienti parlavano quasi solo francese ed era un problema anche capire quanto era il totale da pagare… L’inglese è la lingua utilizzata da tutti i ricercatori, in particolare durante i meeting e le conferenze e con l’inglese non ho avuto nessuna difficoltà né di comprensione né di comunicazione.

Tutto sommato, come ti sei dunque trovato nel più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle?

È stata un’esperienza fantastica e sono molto grato alla scuola per avermi permesso di viverla, spero che nel mio futuro ci possa essere la possibilità di fare ricerca in un laboratorio così importante. Comunque credo di aver imparato molto in quella settimana e non avrei mai pensato di poter entrare così presto in contatto con il mondo della ricerca. Spero che la collaborazione con i ricercatori, che ha permesso a me e ad un mio compagno di vivere questa meravigliosa esperienza di scuola-lavoro, possa continuare anche nei prossimi anni in modo che altri studenti del Copernico abbiano questa opportunità.

C’è qualcosa, oltre alle ore di alternanza scuola-lavoro vere e proprie, che ti è rimasto impresso?

Tutto: vedere i laboratori del CERN, conoscere le persone che vi lavorano, respirare l’aria della frontiera nella ricerca, osservare anche a pranzo o a cena i gruppi di fisici che discutono in molte lingue degli esperimenti in corso, nello stesso tempo scoprire che anche i ricercatori sanno trovare tempo per scherzi come ad esempio l’Animal Shelter for computer mice, un rifugio per mouse da computer che comparve il 1 aprile 2011 accompagnato dalla scritta: “…still too many users click on malicious web-links, and put their computer and account at risk. Therefore, in order to avoid clicking at all, all CERN users are asked to disconnect their computer mice from CERN computers, and bring them to the CERN Animal Shelter for Computer Mice.”

Hai qualche commento sull’alternanza scuola-lavoro in generale?

Questa è un’esperienza  fantastica, ma ci sono solamente due posti in tutta la scuola, è irrealistico pensare di poter dare proprio a tutti gli studenti delle opportunità così belle come questa, inoltre, secondo me, 200 ore a studente sono veramente troppe perché possano essere tutte veramente interessanti e formative.