capo-sounion

Mare.

Mare dal blu così profondo che mi sento subito persa nella sua immensità.

Creste bianche di spuma mosse dal vento, che si levano come manti di migliaia di capre spronate dal severo pastore.

Rovine di un antico tempio costruito sull’ultima tappa che separa dal mare aperto, dall’incerto viaggio verso chissà quali mete sconosciute.

Certo, se mi affaccio alla costa rocciosa, se mi sporgo un po’ e guardo, mentre la brezza fredda mi punge le guance e mi stringo nella giacca, capisco.

Capisco che cosa spingeva i marinai dell’Antica Grecia a venire qui prima di partire, per un’ultima preghiera a Poseidone.

Partire, siamo onesti, ha sempre spaventato tutti.

Comporta lasciare ciò che è noto, la quotidianità, per intraprendere qualcosa che in qualche modo riuscirà a stravolgere, a cambiare, a migliorare forse.

Eccolo lì, il mare, così imprevedibile e indomabile, da sempre nemico e compagno dell’uomo; sembra che sia lui a guardarmi dentro, a chiamarmi, e io mi sento pienamente immersa in lui.

Ho sempre cercato il mio posto, un luogo che fosse fatto su misura per me, per la mia persona, un posto in cui sentire di appartenere a qualcosa, un posto con cui essere in sintonia. E se l’avessi trovato qui?

Il fischietto usato dalla guida per richiamare l’attenzione degli studenti mi riporta alla realtà. Devo ripartire. Ma non è forse questo viaggiare? Partire con l’incertezza, scoprire posti magici, affezionarsi, ripartire e vivere, vivere senza aspettarsi troppo ricevendo molto di più.

Sì, bisogna proprio augurarsi che il viaggio sia lungo, che nonostante la pioggia e le intemperie siamo disposti ad apprezzare le innumerevoli schiarite.

Perché non è affatto dove arriveremo quello che conta. No, non è questo.

Ciò che conta è  il cammino che seguiremo, le difficoltà che incontreremo lungo esso e piuttosto come arriveremo.

Migliori? Questo non lo so, ma sicuramente più ricchi. Più ricchi di cultura, di conoscenza e di sete di conoscere ancora, più ricchi di voglia di intraprendere un’altra avventura alla scoperta di un altro posto perfetto.

Perché il viaggio non finisce mai.

Zuliani Marlene 5A