di Lisa Spizzo

Immagino che non ci giunga nuova la notizia che gli incidenti stradali sono tra le principali cause di mortalità in Italia e che le persone maggiormente coinvolte sono i giovani di età compresa tra i 18 e i 22 anni. Probabilmente ora ci sorge spontanea la domanda: COSA POSSO FARE IO?

Il Rotary Club di Udine con la collaborazione dell’ACU, prendendo a cuore il problema della sicurezza stradale, ha voluto rivolgersi ai ragazzi delle classi quarte e quinte degli istituti superiori al fine di renderli maggiormente consapevoli del loro ruolo di automobilisti, pedoni, ciclisti, organizzando un corso di guida sicura nell’ambito del progetto “Quattro ruote per la sicurezza”. La  parte teorica si è svolta durante la mattinata del 6 marzo scorso presso l’Auditorium Zanon, mentre quella pratica si svolgerà nel mese di settembre presso il Circuito internazionale di Precenicco e sarà riservata ad alcuni studenti selezionati all’interno delle singole scuole tramite un concorso che prevede la realizzazione di cortometraggi creati da gruppi di 3-5 studenti, tra cui saranno scelti coloro che riusciranno a stimolare al meglio un atteggiamento sicuro e responsabile nella guida.

A questo progetto ha aderito pure l’istituto che frequento, il Liceo Scientifico Nicolò Copernico, dando a me e a molti altri allievi l’opportunità di partecipare all’incontro del 6 marzo, durante il quale è intervenuto Ivan Capelli, ex pilota automobilistico italiano di Formula 1.

L’intervento di Capelli è stato molto interessante e ricco di stimoli: sostenitore dell’importanza di ricevere un’adeguata educazione stradale, egli ha portato alcuni oggetti caratteristici del vestiario di ogni pilota, ad esempio una tuta ignifuga, scarpe, casco, sottocasco, con l’obiettivo di “far toccare con mano” a noi studenti cosa indossa un pilota. Attraverso l’osservazione di questi oggetti ci siamo potuti così rendere conto di come la sicurezza inizi a 0 km, già prima di mettersi alla guida; inoltre importante punto di riflessione è stata una frase pronunciata dall’ex pilota: “Il sistema più importante di sicurezza è il guidatore”. Sono seguiti alcuni rilevanti consigli sull’importanza di come ci si metta alla guida, sulle principali caratteristiche del mezzo che stiamo guidando e su come adeguare il nostro comportamento nel rispetto delle regole della strada.  Inoltre è stato più volte ribadito il duplice ruolo delle forze dell’ordine che, oltre a sanzionare, svolgono un’importante attività nel garantire la sicurezza pubblica e, citando l’ex pilota, nell’ “aiutarci in ciò che non vediamo” (Capelli, da buon ex pilota qual è, ha paragonato le forze dell’ordine a ciò che rappresenta la bandiera durante una corsa, la quale ha lo scopo di inviare segnali ai piloti per garantire la loro incolumità).

L’ex pilota di Formula 1 ci ha inoltre mostrato alcuni video riguardanti incidenti stradali e pit stop horror, cogliendo l’occasione per sottolineare l’importanza non solo di saper guardare, ma anche di essere pronti ad ogni tipo di situazioni, dato che mentre ci troviamo alla guida può succedere veramente di tutto. La cosa più importante, ribadita durante tutto l’incontro, diventa quindi conoscere per poter agire nel modo corretto davanti a situazioni di pericolo: “ Sapere è meglio che improvvisare”.

L’espressione appena citata nasce dall’esperienza di Massimiliano Bertocci, il quale si è dedicato per anni alle competizioni automobilistiche in ambito professionistico e, intervenuto subito dopo Capelli, ci ha fornito importanti nozioni a completamento del percorso formativo iniziato con la testimonianza dell’ex pilota. Avendo preso da poco la patente ero già a conoscenza di molte delle nozioni trattate ma, grazie all’atmosfera che si è venuta a creare, ho avuto la possibilità di vedere le cose sotto una luce diversa, la luce della sicurezza.

A metà incontro è stato rivolto un particolare ringraziamento al questore Claudio Cracovia, che ci ha ricordato che il nostro diritto termina dove inizia il diritto altrui.

L’iniziativa, secondo me, può fare la differenza tra noi giovani che crediamo di avere il mondo in mano e che non ci possa succedere nulla (a diciotto anni ci sembra di essere invincibili, ma purtroppo non è così). Essa può infatti sensibilizzarci e aiutarci a raggiungere una maggiore consapevolezza del nostro ruolo in quanto utenti della strada. E d’ora in poi, ogni volta che saliremo su un’ auto per metterci al volante o anche solo in veste di passeggeri, ci ricorderemo di volerci bene.