L’ultima tappa del viaggio in Grecia è stata la città che ha dato il nome ai più importanti giochi sportivi di sempre:Olimpia.

la-citta-dal-grande-nome

Noi studenti siamo arrivati al sito archeologico nel tardo pomeriggio di mercoledì 19 ottobre 2016, accompagnati dai rispettivi professori; la guida di ogni gruppo ci ha poi condotti attraverso quello che sembrava un elegante labirinto di pietra: resti di antichi edifici a perdita d’occhio.

Dopo esserci lasciati sulla destra il Gymnasium e la magnifica foresta di colonne della Palestra, di cui è stata ristabilita parte del peristilio, abbiamo avuto modo di visitare il laboratorio di Fidia. È stato emozionante prendere pienamente coscienza di trovarsi proprio nel luogo in cui, centinaia di anni fa, il grande scultore realizzò la statua crisoelefantina di Zeus; grazie alla spiegazione delle guide, abbiamo seguito le trasformazioni dell’edificio che l’hanno portato a diventare una basilica paleocristiana, di cui sono ancora chiaramente riconoscibili numerosi elementi.

Una volta abbandonato il laboratorio, ci siamo diretti al maestoso Tempio di Zeus: sebbene ci fosse solamente una colonna nella posizione originale (grazie a un recente restauro), le dimensioni dei rocchi delle altre, sparsi sul suolo, hanno ben lasciato intendere l’enormità della costruzione ai tempi in cui il santuario era ancora in funzione. Il Tempio, completato nel 456 a.C., è considerato il più grande del Peloponneso; l’architetto che ne curò la realizzazione fu Libon di Elis, mentre lo scultore dei frontoni è sconosciuto. Nella cella era collocata l’imponente statua del dio, alta 12,40 m, che vi rimase per ben otto secoli, fino a quando non fu trasportata a Costantinopoli e probabilmente distrutta nel 475 d.C.

Siamo così giunti alle porte dello Stadio: un’immensa distesa di terra battuta di 192,27m x 28,50 m, dove, per centinaia di anni, si è disputata la competizione destinata a divenire la più famosa al mondo. I professori Emanuele Cojutti e Filiberto Battistin hanno eroicamente scelto di onorare questo luogo sfidandosi in uno Stadion, un’ antica tipologia di gara che consisteva essenzialmente in uno sprint su un rettilineo lungo quanto l’intera pista. Il vincitore è stato il professor Cojutti, tuttavia anche la performance del professor Battistin è stata stupefacente ed entrambi si sono così meritati grandi applausi da parte di tutti noi studenti.

Una volta conclusi i festeggiamenti, il gruppo teatrale Copernidrama ci ha dilettati con la lettura di uno stralcio di un famoso discorso tenuto da Pierre Coubertin nel 1892, per poi concludere con le emozionanti parole di Pietro Mennea a proposito del suo record sui 200m.

Il mattino seguente abbiamo avuto modo di visitare il Museo Archeologico di Olimpia ed ammirare così, oltre a numerosi altri reperti, la statua di Nike da Paionios, l’Hermes di Prassitele e le 42 figure che decoravano i due frontoni del Tempio di Zeus, assieme a 12 metope dello stesso. Rendersi conto delle reali dimensioni di queste statue è stato affascinante, soprattutto avendo visto il Tempio proprio il giorno precedente.

Il nostro soggiorno a Olimpia si è concluso con una passeggiata lungo la sua via principale, dove abbiamo potuto entrare in contatto con la genuina semplicità degli abitanti di questa terra dal celebre nome.

Valentina Sartor 5^F