di Alice Masini

Da giovedì 11 maggio a domenica 14 maggio a Udine si è tenuta la tredicesima edizione del Premio Terzani, organizzato dall’associazione vicino/lontano, l’associazione culturale fondata a Udine nell’ottobre del 2004 che, per iniziativa di un gruppo di privati cittadini, organizza eventi e iniziative culturali con l’intento di promuovere momenti di riflessione pubblica su questioni del nostro tempo.

Nato da un  legame con la figura del giornalista e scrittore Tiziano Terzani, il Festival vicino/lontano si svolge ogni anno a Udine dal 2005, nel mese di maggio.

Incontri, dibattiti, conferenze, lezioni, letture, mostre, spettacoli e proiezioni occupano per quattro giornate il centro storico della città e alcuni dei suoi edifici. Studiosi, giornalisti, scrittori e artisti internazionali si confrontano con il pubblico per analizzare i processi di trasformazione in corso nel mondo globalizzato, in campo economico, sociale, culturale e geopolitico.

Vicino/lontano ha scelto l’utopia come filo conduttore dell’edizione 2017 e vuole provocare l’immaginazione di tutti con una domanda decisiva: “Siamo capaci di pensare il futuro come diverso dal presente?”

Giovedì 19 maggio alle ore 19.00, presso la Chiesa di San Francesco, è avvenuta la presentazione del festival e l’evento ha avuto il  titolo: “ È tempo di utopie”.

Questo titolo evidenzia che i macrosistemi globali continuano ad escludere un futuro diverso dal presente che ha sostituito il desiderio con il consumo, la comunicazione con la connessione, il sociale con la solitudine della folla.

Dallo scorso anno il festival ha permesso agli studenti del Liceo Scientifico Copernico e del Liceo Classico Stellini di svolgere l’attività di alternanza scuola-lavoro.

I gruppi di lavoro erano diversi: chi era occupato all’info-point, chi doveva smistare i materiali, chi si occupava della sistemazione dei luoghi in cui gli eventi si tenevano, chi presentava determinati autori e personaggi di rilievo e chi faceva la propaganda del festival attraverso i social-network realizzando video,reportage e foto.

Oltre all’attività di volontariato i ragazzi potevano partecipare alle conferenze a cui erano interessati. Ciò è una cosa molto positiva in quanto essi si sono avvicinati alla cultura in maniera diversa dal solito, cioè tramite l’utilizzo della tecnologia e dei giornali e in questo modo si sono potuti mettere in gioco con le loro abilità in un contesto diverso da quello scolastico.