di Nicola Grion

Il Friuli Venezia Giulia è ricco di piccoli “tesori” archeologici, artistici, tecnologici e culturali, talvolta poco conosciuti. È il caso dei luoghi  dei rilievi della Carnia dove le classi 1^DLSA e 2^I della nostra scuola si sono recate in visita didattica.

Si è potuto scoprire che il territorio della nostra regione è veramente ricco di piccoli reperti, unici nel loro genere.

Il percorso è iniziato ad Ampezzo, per poi proseguire al  lago di Cavazzo e concludersi al colle di Osoppo alla scoperta di antichissime, preistoriche tracce.

La visita del museo geologico d’Ampezzo offre l’opportunità di scoprire l’origine geologica delle Alpi Carniche, l’orogenesi e il variegato mondo animale che abitava i mari e le foci dei fiumi preistorici.

La successione rocciosa di questa zona delle Alpi testimonia l’evolversi del territorio nel lungo arco di tempo che va dai mari paleozoici di circa 450 milioni di anni fa alla nascita dei rilievi.

Il percorso museale inizia con la spiegazione e l’introduzione alle tipologie di rocce che compongono il territorio locale e che spiegano la formazione degli strati rocciosi nel tempo. Il ritrovamento di molte tracce fossili testimonia che questa zona oggi montuosa, era allora fondale marino o spiaggia primordiale.

Scendendo più a valle, presso il colle di Osoppo, si può osservare quello che fino a qualche decennio fa nessuno studioso pensava di trovare: tracce fossili di vertebrati. Si riteneva infatti che il nostro territorio durante l’Era Paleozoica, Mesozoica e buona parte della Cenozoica fosse  rimasto quasi continuamente sommerso dal mare.

La prima orma fossile di vertebrato rinvenuta in Friuli è stata resa nota alla scienza nel 1986. Da allora, un’incredibile varietà di tracce della vita del passato è stata riportata alla luce in Friuli e nelle regioni vicine (dall’Istria alle Dolomiti), rivelando un mondo prima sconosciuto. Si va dalle tracce di anfibi di 300 milioni di anni fa a quelle di mammiferi di pochi milioni di anni fa, passando attraverso le orme dei dinosauri.

Oggi sappiamo che in Friuli c’erano i dinosauri, che a Dogna nidificavano “lucertoloni” preistorici inaspettatamente scaltri e che ad Osoppo cinque milioni di anni fa pascolavano cavalli e rinoceronti.

Alla sommità meridionale del Colle, tra i bastioni del forte sono state rinvenute piste fossili attribuite, in base alla morfologie delle orme ed alla possibile età dei depositi, ad equidi, a un rinoceronte e a un bovide. Si tratta di ritrovamenti molto rari e perciò di considerevole interesse scientifico. La superficie interessata dai reperti è di circa 100 m2, con cinque differenti piste ed alcune impronte isolate. L’insieme dei dati suggerisce una sequenza di transiti successivi. Iniziarono i tre equidi, quando il sedimento era ancora molle; successivamente su un sedimento più asciutto e compatto transitò un bovide e, per ultimo, un piccolo rinoceronte.

Purtroppo il sito è sottoposto a differenti rischi di degrado, per le possibilità di crollo e di erosione da parte dei fenomeni atmosferici.

L’invito da parte delle due classi è dunque quello di ricordare, ma anche valorizzare i piccoli grandi tesori che si trovano poco distanti da casa.